mercoledì 26 ottobre 2011
Corso di aggiornamento 26 e 27 novembre a Grottaferrata
Il corso “Cambia…Menti” tratterà le tematiche riguardanti: globalizzazione e fraternità, intercultura, economie e cultura del dare, ambiente e consumi responsabili. Si propone di supportare i docenti che intendono costruire percorsi di educazione sulle tematiche sopracitate, con la creazione e condivisione di strumenti didattici, strategie in atto, percorsi condivisibili e buone pratiche che aiutino i docenti stessi a sviluppare nei propri studenti una consapevolezza sui temi della globalizzazione.Grottaferrata, 26 e 27 novembre 2011, presso il Centro dei padri Pallottini, via Vecchia di Velletri, 1.
giovedì 29 settembre 2011
Inizia un nuovo anno. Una riflessione alla luce dei recenti dati OCSE
L'inizio dell'anno scolastico è un momento che si addice a nuove riflessioni, propositi, aspettative che coinvolgono dirigenti, docenti, studenti e famiglie. Di questi giorni sono le notizie sull’ultimo rapporto OCSE del 6 luglio scorso riguardanti i dati sulle bocciature che hanno sollevato un acceso dibattito. L’argomento ci sembra rilevante e vorremmo affron-tarlo offrendo alcune riflessioni e auspicando il contributo di quanti seguono questa newsletter. Il 13% degli studenti arrivati ai 15 anni, dice il rapporto riferendosi a tutti i paesi del-l’area OCSE, hanno ripetuto almeno un anno scolastico. Il 7% alle elementari, il 6% alle medie, il 2% alle scuole superiori. Il numero di bocciati in Italia è del 18%, Francia e Belgio superano il 30%. Questo comporta una spesa scolastica non indifferente a livello nazionale - si parla di una media di 5000 euro per ogni alunno. Anche il ritardo di un anno a entrare nel mondo del lavoro apporta un aggravio al sistema economico di una nazione, senza contare le ripercussioni di tipo sociali e psicologiche sugli studenti. Dal punto di vista dell’apprendimento, studi scientifici affermano che ripetere l’anno non migliora la performance degli alunni.
Di contro non esiste l’uso della bocciatura nei sistemi educativi dei paesi anglosassoni, Islanda e Norvegia.
L’etimologia della parola “bocciare” deriva dal gioco delle bocce e cioè il momento in cui si sbalza fuori la palla avversaria, eliminando il tentativo di avvicina-mento al “pallino”. La bocciatura, che avviene per motivazioni spesso molto diverse, viene vista come un’arma in mano a insegnanti e genitori per “obbligare” i ragazzi a studiare.
Si trasforma così l’obiettivo dell’apprendimento nell’obiettivo di essere promossi.
I new media hanno rivoluzionato le modalità dell’apprendimento ma spesso al processo di insegnamento non è accompagnata una didattica altrettanto “rivoluzionaria”.
Si dovrebbe puntare sulla formazione degli insegnanti, che non è istituzionalizzata in confronto ad altre agenzie dove l’aggiornamento e la formazione fanno parte integrale della professione. Formazione e aggiornamento vengono visti come accessori ad essa, con un aggravio economico sostenuto dagli stessi docenti. Il nostro Paese ha bisogno di una riforma strutturale coraggiosa che dia una visione moderna dell’istituzione scuola, che valorizzi l’orientamento, che apra spazi e interagisca con la società reale, che “pro-muova” e si prenda cura delle fasce deboli, fornendo strumenti per una vera lifelong learning education. Già 40 anni fa Don Milani aveva centrato la mission della scuola: la scuola dell'obbligo deve essere formativa, lo studente ha diritto a 8 anni di scuola, cioè a 8 classi diverse; quando sussistono disuguaglianze culturali tra ragazzi di provenienze sociali differenti, tocca alla scuola aiutare a sanarle e non scacciare prima del tempo il ragazzo in difficoltà.
La scuola di Barbiana non era certo una scuola permissiva, non bocciare non significava essere indulgenti. Si studiava per 10 ore al giorno tutti i giorni, compresi la domenica, le feste e l'estate. Forse essa ha ancora molto da dirci.
Patrizia Mazzola
Di contro non esiste l’uso della bocciatura nei sistemi educativi dei paesi anglosassoni, Islanda e Norvegia.
L’etimologia della parola “bocciare” deriva dal gioco delle bocce e cioè il momento in cui si sbalza fuori la palla avversaria, eliminando il tentativo di avvicina-mento al “pallino”. La bocciatura, che avviene per motivazioni spesso molto diverse, viene vista come un’arma in mano a insegnanti e genitori per “obbligare” i ragazzi a studiare.
Si trasforma così l’obiettivo dell’apprendimento nell’obiettivo di essere promossi.
I new media hanno rivoluzionato le modalità dell’apprendimento ma spesso al processo di insegnamento non è accompagnata una didattica altrettanto “rivoluzionaria”.
Si dovrebbe puntare sulla formazione degli insegnanti, che non è istituzionalizzata in confronto ad altre agenzie dove l’aggiornamento e la formazione fanno parte integrale della professione. Formazione e aggiornamento vengono visti come accessori ad essa, con un aggravio economico sostenuto dagli stessi docenti. Il nostro Paese ha bisogno di una riforma strutturale coraggiosa che dia una visione moderna dell’istituzione scuola, che valorizzi l’orientamento, che apra spazi e interagisca con la società reale, che “pro-muova” e si prenda cura delle fasce deboli, fornendo strumenti per una vera lifelong learning education. Già 40 anni fa Don Milani aveva centrato la mission della scuola: la scuola dell'obbligo deve essere formativa, lo studente ha diritto a 8 anni di scuola, cioè a 8 classi diverse; quando sussistono disuguaglianze culturali tra ragazzi di provenienze sociali differenti, tocca alla scuola aiutare a sanarle e non scacciare prima del tempo il ragazzo in difficoltà.
La scuola di Barbiana non era certo una scuola permissiva, non bocciare non significava essere indulgenti. Si studiava per 10 ore al giorno tutti i giorni, compresi la domenica, le feste e l'estate. Forse essa ha ancora molto da dirci.
Patrizia Mazzola
martedì 20 settembre 2011
CAMBIA....MENTI: Corso di aggiornamento su intercultura, globalizzazione, ambiente e nuova economia
Il secondo corso “Cambia…Menti” tratterà le tematiche riguardanti: globalizzazione e fraternità, intercultura, economie e cultura del dare, ambiente e consumi responsabili. Si propone di supportare i docenti che intendono costruire percorsi di educazione sulle tematiche sopracitate, con la creazione e condivisione di strumenti didattici, strategie in atto, percorsi condivisibili e buone pratiche che aiutino i docenti stessi a sviluppare nei propri studenti una consapevolezza sui temi della globalizzazione.
sabato 17 settembre 2011
A Milano la prima udienza per lo stop alla classe di soli "stranieri"
da "La tecnica della scuola"
La prima a spiegare gli effetti negativi della decisione dell’Usr lombardo è stata una donna marocchina: la donna ha spiegato di aver voluto iscrivere il bimbo di 6 anni, attualmente lasciato in Marocco, nella stessa scuola della sorellina per evitare di dover accompagnare ciascun figlio in una scuola diversa. “Ho lasciato mio figlio in Marocco - ha detto al giudice - perché sono vedova di un uomo italiano e ne ho altri quattro, da accompagnare ognuno in una scuola diversa, e una di queste è quella di via Paravia, dove speravo di iscrivere anche quello che è rimasto dalla nonna materna”.
La prima a spiegare gli effetti negativi della decisione dell’Usr lombardo è stata una donna marocchina: la donna ha spiegato di aver voluto iscrivere il bimbo di 6 anni, attualmente lasciato in Marocco, nella stessa scuola della sorellina per evitare di dover accompagnare ciascun figlio in una scuola diversa. “Ho lasciato mio figlio in Marocco - ha detto al giudice - perché sono vedova di un uomo italiano e ne ho altri quattro, da accompagnare ognuno in una scuola diversa, e una di queste è quella di via Paravia, dove speravo di iscrivere anche quello che è rimasto dalla nonna materna”.
lunedì 5 settembre 2011
TROPPI STRANIERI, CLASSE SOPPRESSA
da Città Nuova:
"Torna agli onori delle cronache la scuola di via Paravia, dove la prima elementare non è stata formata perché su 17 alunni 15 erano stranieri. Di cui 13 nati in Italia.
San Siro è zona di case popolari con un'alta presenza di immigrati, tanto che alcuni anni fa proprio in quella scuola vi fu già una classe di soli stranieri. Ora, visto che la classe soppressa conferma questa tendenza, il non averla formata potrebbe significare la chiusura dell'istituto. Una scuola che entrerà comunque nella storia sociale di Milano, perché è stata la vera trincea-laboratorio sul tema immigrazione tra i bambini."
"Torna agli onori delle cronache la scuola di via Paravia, dove la prima elementare non è stata formata perché su 17 alunni 15 erano stranieri. Di cui 13 nati in Italia.
San Siro è zona di case popolari con un'alta presenza di immigrati, tanto che alcuni anni fa proprio in quella scuola vi fu già una classe di soli stranieri. Ora, visto che la classe soppressa conferma questa tendenza, il non averla formata potrebbe significare la chiusura dell'istituto. Una scuola che entrerà comunque nella storia sociale di Milano, perché è stata la vera trincea-laboratorio sul tema immigrazione tra i bambini."
martedì 2 agosto 2011
INSEDIATA MARIA LUISA ALTOMONTE, NUOVO DIRETTORE DELL'USR SICILIA
Calabrese di nascita, dirigente dell'USR dell'Emilia Romagna, nel suo messaggio dell'1 agosto, Maria Luisa Altomonte auspica un dialogo a tutto campo con le componenti della scuola. "Allo stesso modo e per le stesse ragioni mi auguro che le amministrazioni regionale e locali accolgano il mio invito alla concertazione, alla costruzione di alleanze con le scuole e l’amministrazione scolastica, ad una progettazione condivisa e coerente dei rispettivi interventi. La molteplicità dei soggetti che a vario titolo si occupano di istruzione e formazione esige la ricerca di linee di connessione." Diversi sono i nodi al pettine da sciogliere, non ultime le decisioni intraprese dal reggente dott. Leone, riguardo la recente polemica sull'esclusione di alunni diversamente abili dalle scuole di istruzione secondaria superiore e il contenzioso con i 140 dirigenti che hanno protestato riguardo la decisione di azzerare le figure degli psicopedagogisti soprattutto a Palermo e Provincia.
Auguriamo al nuovo direttore buon lavoro.
Auguriamo al nuovo direttore buon lavoro.
giovedì 7 luglio 2011
LA REGIONE SICILIA DIFENDE GLI OSSERVATORI: LA V COMMISSIONE DELL'ARS APPROVA UNA RISOLUZIONE RIGUARDO GLI OSSERVATORI SULLA DISPERSIONE SCOLASTICA
DA WWW.A.MARSALA.IT
E' stata approvata dalla quinta commissione legislativa dell'Ars una risoluzione sulla dispersione scolastica, che da' indirizzi alle autorita' scolastiche regionali per l'azione di contrasto degli Osservatori provinciali e di area al fenomeno della dispersione.
"La commissione legislativa dell'Ars ha mostrato grande sensibilita' approvando il provvedimento", commenta il primo firmatario, il deputato del Pd, Baldo Gucciardi.
"Il voto di oggi - continua Gucciardi - e' il risultato del lavoro svolto unanimemente dalla Commissione, dalle organizzazioni sindacali e dagli operatori scolastici nelle ultime settimane, volto a salvaguardare e potenziare gli Osservatori contro la dispersione scolastica, vero presidio nella tutela degli alunni con disagio e spesso appartenenti alle fasce piu' deboli della societa'.
Con la risoluzione approvata oggi - conclude il parlamentare democratico - le autorita' scolastiche regionali sono impegnate ad attuare un percorso che mantenga le strutture esistenti degli Osservatori contro la dispersione scolastica, contemporaneamente assicurando una dotazione di personale adeguata nel numero e nelle specifiche professionalita'".
E' stata approvata dalla quinta commissione legislativa dell'Ars una risoluzione sulla dispersione scolastica, che da' indirizzi alle autorita' scolastiche regionali per l'azione di contrasto degli Osservatori provinciali e di area al fenomeno della dispersione.
"La commissione legislativa dell'Ars ha mostrato grande sensibilita' approvando il provvedimento", commenta il primo firmatario, il deputato del Pd, Baldo Gucciardi.
"Il voto di oggi - continua Gucciardi - e' il risultato del lavoro svolto unanimemente dalla Commissione, dalle organizzazioni sindacali e dagli operatori scolastici nelle ultime settimane, volto a salvaguardare e potenziare gli Osservatori contro la dispersione scolastica, vero presidio nella tutela degli alunni con disagio e spesso appartenenti alle fasce piu' deboli della societa'.
Con la risoluzione approvata oggi - conclude il parlamentare democratico - le autorita' scolastiche regionali sono impegnate ad attuare un percorso che mantenga le strutture esistenti degli Osservatori contro la dispersione scolastica, contemporaneamente assicurando una dotazione di personale adeguata nel numero e nelle specifiche professionalita'".
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scrivici: scuolaaperta_pa@libero.it
Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza. Benjamin Franklin

